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sabato, 30 giugno 2007

Il potere si comporta come un gas: una volta libero, tende ad occupare tutto lo spazio possibile.
Il cancro, in confronto, è statico.
Da sempre gli uomini si sono raggruppati in quattro categorie:
  • gli amanti del potere, i profeti della società dell’avere, gli uomini di comando che hanno per scopo conquistare, vincere, accaparrare;
  • i pensatori, i filosofi, gli scienziati (mi fermo, perché i nomi son tanti); tutti costoro hanno una caratteristica in comune: credono nella società dell’essere, dove lo scopo è migliorarsi;
  • la massa bruta, la carne da cannone o da shopping, quelli che mugugnano ma servono, quelli senza i quali il dominio del mondo diventerebbe un partita a scacchi, gli uomini comuni;
  • i sacerdoti (comunque in quel particolare luogo e tempo vengano chiamati); sono il tramite tra la divinità (irrazionale e come tale incarnante le paure di tutti) e gli esseri umani; casta che si autoreferenzia e che si ritaglia potere e spazio sottraendolo con destrezza agli altri.
Ogni conquista imperialistica ha portato con sé morte e distruzione, cancellazione di memorie e di “sistemi di vita”, ma ha pure seminato quanto di cultura aveva l’invasore il quale, a sua volta, come le api col polline si è fatto portatore di elementi del conquistato.
Clamoroso il caso dei Romani che conquistano militarmente la Grecia, ma rimangono “grecizzati”.
Alla lunga le culture venute in contatto si influenzano reciprocamente, dando luogo a qualcosa di sempre nuovo, tranne quando la conquista diventa genocidio, cancellazione di tutte le radici della “pianta” considerata pericolosa.
E’ questo uno degli elementi distintivi dell’imperialismo, il voler cancellare la matrice originaria, completamente ed in fretta, per rimpiazzarla con la propria: il cuculo che getta giù dal nido le uova di un altro uccello, le sostituisce con le proprie e le fa covare in sua vece.
La riflessione me l’ha stimolata la rilettura di Tacito, il Giulio Agricola (non sono stati in molti a dedicare un’opera al proprio suocero …), dove Galgaco, capo dei Calcedoni, prima della battaglia del Monte Graupio fa questo discorso, a proposito dei Romani:
 
«  Raptores orbis, postquam cuncta vastantibus defuere terrae, mare scrutantur; si locuples hostis est, avari, si pauper, ambitiosi, quos non Oriens, non Occidens satiaverit; soli omnium opes atque inopiam pari adfectu concupiscunt. Auferre, trucidare, rapere falsis nominibus imperium, atque ubi solitudinem faciunt, pacem appellant.  »
 
«  Predatori del mondo intero, i Romani, dopo aver devastato tutto, non avendo più terre da saccheggiare, vanno a frugare anche il mare; avidi se il nemico è ricco, smaniosi di dominio se è povero, tali da non essere saziati né dall'Oriente né dall'Occidente, gli unici che bramano con pari veemenza ricchezza e miseria. Distruggere, trucidare, rubare, questo, con falso nome, chiamano impero e là dove hanno fatto il deserto, lo hanno chiamato pace.  »
 
Chissà perché la mia mente rimbalza dalla Francia di Napoleone all’Inghilterra della Regina Vittoria, dalla Germania di Hitler alla proposta dell’America di G.W.Bush per un’Iraq ed un Afghanistan migliori …
 
postato da: FlavioRoma alle ore 16:33 | Link | commenti (8)
categoria:politica
sabato, 30 giugno 2007
LA CANZONE DELL'AMORE PERDUTO FdA01

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole:
"Non ci lasceremo mai
mai e poi mai"
Vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto amore
ad appassir le rose
così per noi
L'amore che strappa i capelli
è perduto ormai
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza
 
E quando ti troverai in mano
dei fiori appassiti
al sole d'un aprile
ormai lontano li rimpiangerai
ma sarà la prima
che incontri per strada
che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato
per un amore nuovo
 
E sarà la prima
che incontri per strada
che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato
per un amore nuovo
 
Testo: F.De Andrè
Anno di pubblicazione: 1965
postato da: FlavioRoma alle ore 11:59 | Link | commenti (3)
categoria:musica
venerdì, 29 giugno 2007

allen_woody


  • A scuola mi esclusero dalla squadra di scacchi a causa della mia statura.
  • Accanto a me c'era una bionda conturbante che aumentava e diminuiva sotto una camicetta nera con una provocazione sufficiente a indurre la licantropia in un boy-scout.
  • Anche un orologio fermo, per due volte al giorno, dà l'ora esatta.
  • Ci sono due tipi di persone in questo mondo, i buoni e i cattivi. Il buono dorme meglio, ma il cattivo sembra godersi molto di più le ore diurne.
  • Alle volte mi vengono in mente delle cose con cui non sono affatto d'accordo.
  • Due settimane fa sono stato coinvolto in un buon esempio di contraccezione orale. Ho chiesto ad una ragazza di venire a letto con me e lei mi ha detto di no.
  • Gli intellettuali sono come la mafia. Si uccidono tra di loro.
  • I cattivi hanno sicuramente capito qualcosa che i buoni ignorano.
  • Il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello dormirà ben poco.
  • Il mio unico rimpianto è quello di non essere un altro.
  • Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma fra le esperienze vuote è una delle migliori.
  • La tradizione è l'illusione dell'immortalità.
  • Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito: morto.
postato da: FlavioRoma alle ore 23:31 | Link | commenti (2)
categoria:cinema, humor, genio
giovedì, 28 giugno 2007
Pappagalli aziendali

Macaw-Hyacinth
 
Un tizio entra in una uccelleria e chiede di acquistare un pappagallo.
- Di che tipo? - chiede il negoziante.
- Mah, non so... un pappagallo!
E il negoziante:
- Guardi qui fra i pappagalli aziendali e troverà certo quello che meglio fa al caso suo!
- Per esempio, questo, che cosa costa?
- Viene 2.000 euro!
- Accidenti che prezzo! -ribatte il cliente.
E il negoziante:
- Ma guardi che questo è un area manager, molto competente su tutti i mercati di vendita, e parla pure tre lingue. Quest'altro invece è responsabile marketing, parla quattro lingue e conosce tutto sulle creatività produttive, e costa 4.000 euro.
- Prezzi folli! Ma come si giustificano?
E il negoziante aggiunge:
- Che vuole che le dica ? Lei trova esagerati i prezzi, e allora i 10.000 euro di quest'altro, che è direttore commerciale e sa tutto sui mercati internazionali, parla correntemente sei lingue e guida uno staff commerciale di 180 persone!
Il cliente, sempre più sbalordito, chiede:
- Ma allora, per curiosità, a che prezzo si può arrivare?
- Guardi il massimo è quest'ultimo qui che costa centomila euro!
- Madonna mia! E che cosa fa quest'ultimo?
- Niente... - risponde il negoziante - Questo non sa fare assolutamente nulla!
- Beh... e come si spiega questo prezzo?
- Guardi, io non lo so, ma tutti gli altri pappagalli lo chiamano "Signor Direttore Generale"!!!
postato da: FlavioRoma alle ore 22:29 | Link | commenti (3)
categoria:animali, esopo
mercoledì, 27 giugno 2007
Il toro e il coniglio
 
 
Un enorme toro nero, una montagna di carne e muscoli possenti, pascola placido in un verde e isolato prato di montagna. Ad un certo punto coglie uno strano movimento, laggiù in fondo al pascolo: un piccolo puntino bianco che si muove a balzelli nella sua direzione.
Il toro, vagamente incuriosito, segue il puntino con lo sguardo, senza peraltro riuscire a distinguerne la natura: sembra come una palletta di pelo bianco che, saltello dopo saltello, punta dritto verso di lui. Piano piano la palletta si avvicina, finché, ormai giunta a pochi passi, il toro non s'accorge che si tratta di un graziosissimo coniglietto bianco.
L'animaletto compie gli ultimi balzelli e si ferma di fronte al toro:
- Ans, ans... cribbio che corsa... ans... ehi cretino! Fatti da parte che ho fretta! Ans... - grida il coniglietto con la sua vocina stridula.
Il toro lo osserva ruminando, impassibile:
- Ehi, grosso idiota! Non mi hai sentito??? Ti ho detto di lasciarmi passare, se non vuoi che ti prenda a calci nel culo fin giù a valle!
Il toro continua a ruminare, senza fare una piega.
- Ma che hai? Le orecchie piene di merda? Se non ti sposti entro dieci secondi, quant'è vero che mi chiamo Soldino, giuro che ti rompo il culo, e non smetterò nemmeno quando mi chiederai pietà in ginocchio, capito frocione? Allora... pronto? E unooo... dueeeee... treeee... quattrooo...
Emettendo uno sbuffo di noia, il toro si gira su se stesso, alza la coda, seppellisce il coniglietto sotto una montagna di merda e se ne va, placido e tranquillo. Passano i minuti, le prime mosche cominciano a banchettare sulla piramide di escrementi, quando una zampetta emerge dalla cima, poi la seconda, infine spunta la testa del coniglietto, tutta imbrattata di merda. L'animaletto si pulisce gli occhietti, si guarda intorno e, scorto il toro all'orizzonte, grida:
- AH, AH!!! TI SEI CAGATO SOTTO, EH???
postato da: FlavioRoma alle ore 11:15 | Link | commenti (1)
categoria:animali, esopo
martedì, 26 giugno 2007

Chiunque gestisca un servizio che richiede una piattaforma tecnologica, è costretto dall'evoluzione della tecnologia a cambiarla, con maggiore frequenza di quella che richiederebbero i servizi erogati attraverso di essa. Così SPLINDER, per darci un servizio (migliore?) da qualche giorno ci ha messo nell'improbabilità (se non impossibilità) di utilizzare i servizi cui ci aveva abituato: definizione video, attivazione di pagine e servizi, comunicazione, tutto funziona un po' sì e un po' meno. Solo la chat si distingue: quella non funziona per niente da giorni. Però poi ci diranno che era tutto scritto sul manuale.

Mi spiego con un esempio banale: se gestisco un servizio di Limousine dovrò curare, oltre al decoro delle vetture ed all'abilità e pazienza degli autisti, anche un certo ricambio del parco auto, che sarà più frequente del desiderato per non lasciarsi sopravanzare dalla concorrenza.

E mi è tornata in mente una celebre piece di Corrado Guzzanti, questa:

postato da: FlavioRoma alle ore 14:27 | Link | commenti (10)
categoria:tecnologia, business
lunedì, 25 giugno 2007

Vivere significa stare insieme, esprimersi, conoscersi, capirsi, volersi bene.

I momenti di studio, di riflessione e di solitudine temprano il carattere e ci preparano alla vita sociale, perchè l'essere umano, come i delfini, è essenzialmente un essere sociale.

Questa è l'immagine che mi ha fatto scegliere il Sig. Anzai come avatar, a parte l'indubbia somiglianza fisica ... (vedremo dopo la dieta ...).

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postato da: FlavioRoma alle ore 17:11 | Link | commenti (4)
categoria:avatar
domenica, 24 giugno 2007
NEGOZIO DI MARITI
 GC-+
 
In fondo alla quinta strada di New York c'è un negozio molto particolare: si vendono mariti.
Regole fondamentali: si può entrare una sola volta e scegliere un solo marito; il negozio è strutturato su più piani e si sale sempre, senza poter tornare indietro. Si visita un solo piano.
Una bella donna vi entra e sale al primo piano: davanti ad una porta chiusa legge: UOMINI CARINI.
Decide di salire al secondo piano.
Porta chiusa con su scritto: UOMINI CARINI E SIMPATICI.
Sale al terzo.
Sulla porta c' scritto: UOMINI BELLI, SIMPATICI E PASSIONALI.
Sale ancora.
Al quarto piano, all'ingresso del reparto si legge: UOMINI BELLI, SIMPATICI, PASSIONALI, MOLTO DOTATI E ANCHE ROMANTICI QUANTO BASTA.
Sale ancora.
UOMINI MOZZAFIATO, SIMPATICISSIMI, PASSIONALI, ECCEZIONALMENTE DOTATI, ROMANTICI ALL'OCCORRENZA ED INCLINI ALLE FACCENDE DOMESTICHE.
Sale ancora, e al sesto piano un laconico messaggio:
USCITA.
LEI E' LA VISITATRICE N 2.456.112.907.
DIMOSTRAZIONE CHE LE DONNE NON SI ACCONTENTANO MAI.


Di fronte a questo negozio, per par condicio, ne esiste un altro riservato agli uomini.
Al primo piano si legge: DONNE CARINE.
Al secondo: DONNE CARINE CHE NON ROMPONO I COGLIONI.
Nessun uomo è mai salito al terzo piano...
postato da: sottolanevepane alle ore 00:28 | Link | commenti (11)
categoria:
sabato, 23 giugno 2007
Tempo perso
 
Sole al tramonto-2
 
Davanti alla porta dell'officina
l'operaio s'arresta di scatto
il bel tempo l'ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo e
strizza l'occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?
 
di Jacques Prévert
postato da: FlavioRoma alle ore 23:18 | Link | commenti (1)
categoria:
venerdì, 22 giugno 2007

Il Sig. Anzai, mio avatar, cambia look: dalla felpa alla giacca e cravatta (e lo stile migliora). Soprattutto si toglie da davanti quella scritta in giapponese, che gli aveva meritato il soprannome di "carcerato" da parte di un'animale dalla lingua biforcuta (che sa bene di chi sto parlando ... ).

Per il resto tutto uguale: età, peso e atteggiamento nei confronti di questa grande, meravigliosa beffa che è la vita.

Da così:

Sig. ANZAI

A così:

anzai6

postato da: FlavioRoma alle ore 14:31 | Link | commenti (11)
categoria:avatar, tradizione