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martedì, 31 luglio 2007

anzai012Anzai è una forza, piena di compostezza.

 Anzai è l'anima della squadra, anche se non gioca.

Anzai è il termoregolatore delle emozioni dei giocatori.

Lui soffre, partecipa, ma non viene meno al suo aplomb.


3250442002

Chi non ha visto questo cartoon con i suoi figli non sa, non può sapere ... chi l'ha visto, figlio, figlia o genitore sa ...

Non è solo una questione di baffi, peso ed occhiali, se l'ho scelto come avatar ... mi piacciono i ruoli chiave che non saltano all'occhio ... ANZAI, mi piaci!

postato da: FlavioRoma alle ore 22:52 | Link | commenti (13)
categoria:avatar, anzai
sabato, 28 luglio 2007

Navona


Quanto sei bella Roma quand'è sera,
quando la luna se specchia dentro ar fontanone;
e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma
quando piove.


Quanto sei grande Roma quand'è er tramonto,
quando l'arancia rosseggia ancora sui sette colli;
e le finestre so' tanti occhi che te sembrano dì: 

quanto sei bella. 

 

Quanto sei bella.

 

Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà del Colosseo, 

vedo la santità der Cuppolone, 

e so' più vivo e so' più bbono
no nun te lasso mai Roma capoccia 

der mondo infame.


Na carrozzella va co du stranieri,

un robivecchi te chiede un pò de stracci, 

li passeracci sò usignoli: 

io ce sò nato, Roma,
io t'ho scoperta.

 

Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà del Colosseo, 

vedo la santità der Cuppolone, 

e so' più vivo e so' più bbono
Io ce so' nato a Roma.  Roma capoccia

der mondo infame.

postato da: sottolanevepane alle ore 17:43 | Link | commenti (11)
categoria:musica, roma, tradizione
mercoledì, 25 luglio 2007

shakespeare


  • Con la tua immagine e con il tuo amore, tu, benché assente, mi sei ogni ora presente. Perché non puoi allontanarti oltre il confine dei miei pensieri; ed io sono ogni ora con essi, ed essi con te.
  • E chi muore senza portare nella propria tomba almeno una pedata ricevuta in dono da un qualche amico?
  • Essere saggio e amare eccede le capacità dell'uomo.
  • I clamori avvelenati di una donna gelosa sono più micidiali dei denti di un cane idrofobo.
  • Il vecchio proverbio ha ragione: Il vaso vuoto è quello che rende il suono più ampio.
  • L'amore è la più saggia delle follie, un'amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire.
postato da: FlavioRoma alle ore 16:07 | Link | commenti (6)
categoria:poesia
lunedì, 23 luglio 2007

23 LUGLIO - 23 AGOSTO

 
Segno Fisso
Giorno della settim. Domenica
Pietre portafortuna Rubino
Diamante
Colori Rosso
Giallo
Arancione
Fiori Girasole
Mimosa
Metalli Oro
Essenze

Incenso
Bergamotto
Arancio

Animali

Cane
Pantera
Canarino

CARATTERISTICHE GENERALI:
Segno di fuoco dominato dal Sole, simbolo di fierezza e di forza. I nativi del Leone sono indipendenti, liberi, autoritari, attivi, passionali e molto generosi. A volte peccano di eccessiva fiducia in se stessi, un po’ di umiltà e prudenza non guasterebbero! Ottimisti, fanno della loro capacità di reagire alle sconfitte un notevole punto di forza. Molto apprezzati nel lavoro grazie alla grande determinazione, sanno spaziare nei più diversi settori lavorativi senza problemi, l'importante è primeggiare! Le professioni più indicate sono: attore, diplomatico, libero professionista, imprenditore. Adorano il lusso, la ricchezza, la bella vita, odiano la mediocrità. Amano in modo passionale, sanno fare di tutto per la persona amata.

COME SEDURRE L'UOMO LEONE: L'uomo Leone è ambizioso ed egocentrico ma mai egoista. Ama infatti la ricchezza da dividere però con chi gli sta accanto. Per conquistarlo è necessario fargli capire di apprezzare il suo valore e le sue doti. La donna che il Leone vuole accanto a se deve essere elegante ed amare il lusso proprio come lui. E' un amante esigente ma molto passionale.
UN CONSIGLIO: parlategli di lui!!!

COME SEDURRE LA DONNA LEONE: La donna Leone è affascinante, aristocratica, generosa ma molto esigente. Preferisce gli uomini ambiziosi e decisi. E' una donna forte , fedele e, quando si innamora, è capace di tutto per aiutare il proprio compagno. Ama i complimenti e i regali importanti, vuole essere sempre al centro dell'attenzione.
UN CONSIGLIO: portatela nel ristorante più "in" della città!

http://www.oroscopofree.com/

postato da: FlavioRoma alle ore 11:20 | Link | commenti (9)
categoria:zodiaco
martedì, 17 luglio 2007
torno_subito
postato da: sottolanevepane alle ore 17:57 | Link | commenti (8)
categoria:blog
martedì, 17 luglio 2007

Ho trovato un posto dove danno lezioni d'arpa: altro che Red Bull, qui le ali le metti davvero!

Guinness

postato da: sottolanevepane alle ore 17:57 | Link | commenti (6)
categoria:musica, humor
sabato, 14 luglio 2007

Ohopss! Mi stavo dimenticando di darvi le soluzioni (lo so che non interessano a nessuno ....)

1.  Le ultime lettere di Jacopo Ortis  (e infatti sono le ultime due eh eh eh)

2. Il Leone (il segno del Leone nello Zodiaco)

3. Il parco delle rimembranze (e se non era parco lui ....)

 

postato da: sottolanevepane alle ore 17:55 | Link | commenti (3)
categoria:enigmistica
sabato, 14 luglio 2007
PANE E POLITICA
 
 pane
 
Caro Flavio,
 
Non intendo discutere circa l’adolescenza  della nostra attuale classe politica, peraltro cresciuta nel sano
Spirito del “Do it Yourself”, bensì dell’alimento che, per decenni ha svezzato e sfamato milioni di italiani.
Hai notato come, tra tutti gli alimenti, il pane e’ quello politicamente più corretto?
Ricordo che da bambino, sul finire degli anni cinquanta, il pane, quando ammuffiva aveva ancora quel colore
grigioverde che per tanti anni aveva dominato l’Italia. Chissà forse le farine dell’epoca ancora ricordavano i
recenti avvenimenti bellici?
Poi con l’avvento del boom economico, nei sessanta, le muffe diventarono di un cristiano candido, mentre quelle rosse erano ancora bandite dalle fette.
Nel decennio che va dalla metà degli anni settanta a metà degli anni ottanta ci fu quasi il sopravvento delle muffe rosa garofano, che si presero quasi una metà dell’intera pagnotta.
La caduta del muro di Berlino e Tangentopoli costituirono fatti epocali per l’italica panificazione.
Oggi come oggi, l’esplosione dei colori e’ tale da coprire l’intero arco costituzionale. Si va da quelle di un ridente giallo sole, a quelle di un bel verde ambientalista, passando per quelle rosa, quelle bianche, quelle azzurre oggi un poco sbiadite fino a quelle rosse, peraltro ridotte a pochi puntini dalla parte della crosta.
Per cui, caro Flavio, rifletti quando mangi, rifletti.
 
Tuo Stefano
 
 

 cappuccino
 
 
Caro Stefano,
                sono talmente d'accordo con te, che ho smesso di mangiare pane ormai da anni, per crearmi una fama (fame?) da apolitico.
Tra i cibi, poi, prediligo i crostacei per via di quella loro capacità di arrossire, almeno quando cuociono.
Detesto invece la vitella che, come la busta paga, quando la vedi è di una certa dimensione ( e la paghi per quella), quando ne usufruisci (e la cuoci) si riduce a meno di metà e per giunta senza l'intervento dell'Agenzia delle Entrate (a gamba tesa).
Noi Italiani, come sai, abbiamo una certa vena d'esterofilia, che ci porta a mutuare istituzioni e comportamenti da altri paesi, spesso senza il debito adattamento.
Cito ad esempio il fatto che abbiamo il fisco "alla tedesca": si scrive Visco, si pronuncia Fisco ...
A dimostrazione del pluralismo, comunque, cito anche il fatto che, quantunque il dicastero si chiami "Ministero dell'Interno", tutti ormai, Berlusconiani e non, lo chiamano Ministero degli Interni (perdonaci Cavour!).
Tornando al cibo, prima di salutarti, t'invito a far colazione col cornetto, così, per scaramanzia e con il cappuccino, visto che questo rimane un Paese dai forti condizionamenti cattolici.
Quanto al tuo invito a riflettere, l'ho delegato; come sostiene Woody Allen, "l'uomo dopo i 50 centra la sua attenzione più sulla tavola che sul sesso" - io, seguendo il suo esempio, mangio davanti allo specchio.
Buona giornata, a presto
 
Tuo Flavio
postato da: FlavioRoma alle ore 07:04 | Link | commenti (11)
categoria:cucina, humor
giovedì, 12 luglio 2007
Dormi sepolto in un campo di grano FdA-1970
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi
 
"Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati,
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente"
Così dicevi ed era d'inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
 
Fermati Piero fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
Ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
 
E mentre marciavi con l'anima in spalle vietnam-guerra
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
 
Sparagli Piero sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
"E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire,
ma il tempo a me resterà per vedere,
vedere gli occhi di un uomo che muore"
 
E mentre gli usi questa premura
quello si volta ti vede ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia
 
Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chieder perdono per ogni peccato
 
Cadesti a terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato ritorno
 
"Ninetta mia crepare di maggio papaveri
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno"
 
E mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi il fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
 
Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia all'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi
 
Testo: F.De Andrè - Anno di pubblicazione: 1964
postato da: FlavioRoma alle ore 22:31 | Link | commenti (10)
categoria:musica, poesia
giovedì, 12 luglio 2007

Imola mi è sempre piaciuta. E' nel cuore dell'Emilia e Romagna ed ha una delle più efficienti Aziende Municipalizzate di Servizi (divide, secondo me, il primato con quella di Brescia). E' uno dei cuori pulsanti dell'automobilismo italiano. E, da pochissimo, ho scoperto un nuovo spiraglio.

Se vi piacciono i gattini, aprite l'allegato, se li volete adottare sono lì pronti per voi ... e che musetti!

Micetti da adottare  (aprite il file in un'altra finestra)

postato da: FlavioRoma alle ore 15:47 | Link | commenti (2)
categoria:animali, gatti, emilia, romagna