All'inizio della settima settimana di protesta per le riforme democratiche a Pechino, il governo cinese autorizza l'esercito a disperdere con la forza i dimostranti di piazza Tienanmen.
Al tramonto del 4 giugno i carri armati cinesi hanno ormai sgombrato la piazza: centinaia di persone sono state uccise e migliaia di dimostranti e sospetti dissidenti arrestati.
La protesta di piazza Tienanmen era iniziata alla morte di Hu Yaobang, leader cinese sostenitore delle riforme. Gli studenti in lutto si erano riuniti a piazza Tienanmen improvvisando una manifestazione a favore delle riforme democratiche. A maggio in piazza erano quasi un milione. Per porre fine alla protesta si ricorse all'esercito, ma i dimostranti ne bloccarono l'avanzata.
La grave tensione creatasi si concluse con la brutale repressione del 3-4 giugno.

Molti di loro sono morti in carcere, altri vi stanno tutt'ora sopravvivendo: questo è il paese civile in cui si stanno per svolgere le Olimpiadi.
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